Chi di noi non ha giocato almeno una volta nella vita al celeberrimo Monopoli? Per chi non lo conoscesse si tratta di un gioco da tavola che consiste nel tentare di convertirsi in un magnate immobiliario comprando quante più proprietà possibili per poi successivamente tentare di far fallire gli altri concorrenti conquistando in monopolio del mercato.
Fin qui niente di nuovo, se non fosse che Parker Brothers (i creatori del gioco) hanno sviluppato una nuova versione in cui i giocatori di tutto il mondo possono competere tra loro utilizzando niente di meno che le Mappe di Google. Da oggi potrete virtualmente comprare qualsiasi strada del mondo… sempre che nessuno arrivi prima di voi!!! (continua…)
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Monopoly City Streets, da gioco da tavola alle mappe di Google
lunedì, 21 settembre 2009Sfoglia il web con Google Fast Flip
mercoledì, 16 settembre 2009Nel blog ufficiale di Google, Krishna Bahrat, fondatore di Google News, dichiara:
Fast Flip is a new reading experience that combines the best elements of print and online articles. Like a print magazine, Fast Flip lets you browse sequentially through bundles of recent news, headlines and popular topics, as well as feeds from individual top publishers. As the name suggests, flipping through content is very fast, so you can quickly look through a lot of pages until you find something interesting. At the same time, we provide aggregation and search over many top newspapers and magazines, and the ability to share content with your friends and community. [fonte]
Attualmente il servizio é ancora in fase di incubazione all’interno del Google Lab, ma é già disponibile sul territorio statunitente attraverso accordi con una quarantina tra le più importanti e le più lette testate americane. Tra queste il Washington Post, il New York Times, l’Atlantic o riviste come il Newsweek o Elle.
La presenza delle testate su Google Fast Flip é subordinata ad accordi commerciali sussidiati da un revenues share dei ricavi provenienti dall’advertising in funzione degli accessi ottenuti su ciascuna giornale.
In virtù di tali accordi economici e della modalità totalmente visuale del servizio, Google ha deciso delegare alle stesse testate la responsabilità dei contenuti e della forma di presentarli, dando inizio, di fatto, ad una guerra alla grafica più acattivante e al contenuto più attrattivo.
Confidiamo nella professionalità dei pubblisher affinché questi pubblichino sempre contenuti di qualità permettendo al servizio di crescere e di poter presto essere esteso anche ai lettori non anglofoni come gli Italiani.
Google Internet Stats: Indagini di mercato in rete
lunedì, 14 settembre 2009La ricerca può avvenire attraverso l’apposito motore o mediante l’analisi di categorie predefinite quali:
Macro Economic Trends
- Rest of the World
- UK
Technology
- Broadband
- Devices
- Mobile
- Speed
Consumer Trends
- Community
- Entertainment
- Information
- eCommerce
Media Consumption
- Changes in Media Usage
- Demographic Usage
- Media Consumption Stats
- Media Multi-tasking
- Personalised Media Experiences
Media Landscape
A questo punto qualcuno di voi dovrebbe essere in grado di togliermi la curiosità di sapere quante canzoni sono state scaricate su iTunes..
Chrome: già disponibile per il download il nuovo browser targato Google
mercoledì, 3 settembre 2008
Prime impressioni
Iniziamo dalla installazione, semplice e veloce: il file da scaricare pesa appena 474 Kb e in fase di setup si occupa automaticamente di aggiungere quei componenti aggiuntivi che permetteranno il corretto funzionamento del browser. Come è lecito aspettarsi, al termine dell’installazione Chrome chiede di importare i segnalibri, password e preferenze varie da Firefox e Internet Explorer.
Una volta avviato, le differenze rispetto agli altri browser saltano subito all’occhio, a partire dall’interfaccia grafica, dal taglio decisamente minimale ma accattivante, che comprende solo lo stretto indispensabile alla navigazione, ovvero una barra degli indirizzi multi-funzione di nuova concezione, la barra dei segnalibri, alcuni (pochi) pulsanti e la barra delle schede, per la prima volta posizionata in alto, al posto della barra del titolo, con un evidente risparmio di spazio.
Una delle grandi differenze rispetto ai suoi concorrenti, poi, è l’uso che Chrome fa della memoria: il Google-browser utilizza infatti schede che sono indipendenti l’una dalle altre, come se ognuna di esse fosse un’applicazione a sé. Il consumo di memoria di ogni finestra è consultabile tramite un apposito task manager interno:

Devo ancora capire se il consumo di memoria sia superiore o inferiore rispetto alla concorrenza. Certo è che il metodo di Chrome fa sì che il browser non occupi più memoria del necessario, e che ne liberi una porzione ad ogni scheda che viene chiusa.
Per quanto riguarda la velocità di apertura del browser e di caricamento delle pagine, bisogna ammettere che la differenza c’è, e si vede. Chrome impiega una frazione di secondo ad avviarsi, e le pagine web vengono effettivamente caricate con maggiore celerità, a paragone con altri browser. Il merito di questo miglioramento è da attribuire non solo al motore interno di Chrome, che sfrutta il framework WebKit, ma anche al nuovo motore di rendering Javascript, realizzato a partire da zero proprio con l’obbiettivo di aumentare le performance.
Altre caratteristiche
Per concludere, ecco una panoramica delle funzionalità e caratteristiche di Google Chrome:
- Barra degli indirizzi multifunzione. Viene usata un’unica casella per tutte le operazioni richieste durante la navigazione, quindi è possibile marcare i preferiti, avere suggerimenti durante la digitazione degli indirizzi in base ai siti più visitati o a quelli già visitati.
- Pagina nuove schede. Ogni volta che si apre una nuova scheda, viene visualizzata un’anteprima dei siti più visitati, dei motori di ricerca più utilizzati e le pagine aggiunte ai preferiti o chiuse di recente.
- Scorciatoie applicazione. Con Chrome è possibile utilizzare delle applicazioni web senza aprire il browser. Le scorciatoie consentono di caricare direttamente le applicazioni online preferite.
- Schede dinamiche. Si possono trascinare le schede al di fuori del browser per creare nuove finestre, raggruppare più schede in una finestra o disporre le schede come si preferisce, in modo veloce e semplice.
- Form ridimensionabili. Come con il browser della Apple Safari, i moduli dei form contenuti nelle pagine web sono ridimensionabili a piacimento.
- Gestione dei blocchi. Ogni scheda viene eseguita indipendentemente nel browser, quindi se un’applicazione si blocca le altre schede continueranno a funzionare senza provocare il crash dell’intero browser.
- Modalità Incognito. Permette la navigazione “senza lasciare tracce”. Le pagine non vengono registrate nella cronologia di navigazione o di ricerca e non lasciano traccia sul computer, ad esempio sotto forma di cookie, una volta chiusa la finestra. Attivabile con Ctrl+Maiusc+N.
- Navigazione sicura. Quando si sta per aprire un sito ritenuto non sicuro, che potrebbe diffondere malware o praticare il pishing Chrome avvista l’utente sul sito pericoloso chiedendo se continuare o meno la navigazione.
- Download semplificati. Lo stato del download comparirà nella parte inferiore della finestra in uso, non viene utilizzato nessun gestore di download.
Conclusioni
Google Chrome promette davvero bene. Si sente ancora la mancanza di qualche funzionalità avanzata, come un blocco della pubblicità, o maggiori possibilità di personalizzazione dell’interfaccia e delle impostazioni (il pannello delle opzioni permette di scegliere davvero poco).
Sarebbe bello, anzi direi fantastico, se Chrome diventasse compatibile con i componenti aggiuntivi di Firefox: in fondo entrambi i browser sono Open Source, il che non dovrebbe rendere la cosa troppo complicata, e in questo modo le potenzialità di questo nuovo prodotto marchiato Google verrebbero estese a dismisura. E senza insidiare in maniera troppo diretta
il browser Mozilla, già fortemente impegnata nella impari lotta contro Microsoft e il suo Internet Explorer, che recentemente ha rilasciato (ma guarda la combinazione!) la beta della sua nuova versione 8.Insomma, Chrome promette davvero bene. E pensare che siamo ancora alla versione beta, chissà cosa dovremo aspettarci dalla versione definitiva!
Download: Google Chrome
Europei 2008: le formazioni e gli stadi su Google Maps
lunedì, 9 giugno 2008Cliccando sulle bandierine delle nazioni presenti sulla mappa, si accederà alla lista dei giocatori convocati, la formazione e tutte le partite da disputare o già giocate, complete di risultati e classifica. Last but not least, tutte le informazioni relative agli stadi che ospiteranno le partite, con tanto di storia e caratteristiche. Come? Semplicemente, cliccando sulle relative iconcine.
Link: Euro 2008 su Google Maps
Errore 228 nell’installazione della Google Toolbar su Firefox 2.0.0.14
martedì, 20 maggio 2008Per quanto mi riguarda ho trovato una soluzione spartana, ma efficace. Questa consiste nel prendersi la Url completa del file che non si riesce a scaricare spulciando nel codice sorgente della suddetta pagina di download e fare in modo di scaricarselo ed istallarselo manualmente da soli.
Per voi la procedura sarà più semplice, basterà che per prima cosa scaricate il file della toolbar da qui (tasto destro del mouse + “Salva destinazione con nome…”):
https://dl-ssl.google.com/firefox/google-toolbar-win.xpi
Successivamente, facendo click con il tasto destro del mouse, fate in modo di Aprire con Firefox il file scaricato che avrà estensione .xpi. Il gioco é fatto, parte l’installazione ed il problema è aggirato! ;o)
Bene ragazzi, ora potete dormire sonni tranquilli e lasciare che i capelli cadano da soli. Il nostro/vostro struggente dramma esistenziale é risolto
)
NB
Ovviamente prima di fare tutto ciò avevo supposto che il problema potesse essere legato all’Antivirus o al Firewall pertanto mi ero preoccupato di disattivarli e di fare un nuovo tentativo che,come avrete ben capito, è andato fallito.
48 anni fa il primo laser
venerdì, 16 maggio 2008Ovviamente, come sempre accade per invenzioni di grande rilevanza, la scoperta aveva alle spalle una comunità scientifica che da anni investigava in tale direzione.
Nel 1958 infatti, Arthur L. Schawlow dei laboratori Bell e Charles H. Townes della Columbia University avevano già scritto un articolo in cui descrivevano una versione ottica del laser o che prevedeva l’amplificazione di microonde attraverso l’emissione stimolata di radiazioni, ovvero il Maser (Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation).
Fu però un giovane laureato della Columbia University dal nome Gordon Gould che sulla stregua di tale articolo pensò di brevettare l’idea e nel 1959 coniò il termine Laser.
Seguirono anni di battaglie legali e conteziosi al seguito delle quali nel 1961 Maiman potè brevettare il suo sistema laser basato sul rubino.
Theodore Maiman
Nel 1964 Charles H. Townes della Columbia University e gli scienziati sovietici Nicolay Basov ed Aleksandr Prokhorov furono insigniti del Premio Nobel per il lavoro sul Maser. In tale occasione venne elogiato il contributo di Schawlow a tale scoperta, permettendogli nel 1981 di vincere il premio Nobel per la Fisica per il suo contributo allo sviluppo della “spettroscopia laser”. Solo nel 1977 Gould ottenne il riconoscimento di alcuni suoi brevetti.
Sebbene sia stato candidato due volte al Nobel, senza però mai aggiudicarselo, e abbia ha raccolto una innumerevole quantità di premi e riconoscimenti per le sue scoperte, Maiman, venuto a mancare il 5 Maggio 2007 all’età di 79 anni, verrà sempre ricordato come l’inventore del primo raggio laser.
Via: Wired.com
Il logo non ufficiale di Google per le Olimpiadi. Il viaggio della Torcia su Google Maps e Earth
lunedì, 7 aprile 2008La mappa si presenta automaticamente aggiornata in base alla posizione delle Torcia, e con le date di ogni singola tappa percorsa. La linea rossa indica le fermate già effettuate, mentre la linea nera quelle ancora da fare. Su Google Earth, poi, l’esperienza è ancora più coinvolgente, dando la possibilità di saltare di città in città, tra edifici in 3D e bellissime immagini.
L’indirizzo da visitare per conoscere il viaggio della Torcia olimpica è maps.google.com/help/maps/torchrelay, e la mappa interattiva può anche essere aggiunta al proprio sito sotto forma di widget, seguendo le semplici istruzioni presenti sul sito stesso. Il risultato ve lo mostriamo qui sotto.
Visto che si parla di Google e di Olimpiadi, noi di Brain Essence abbiamo creato una versione modificata e non ufficiale del logo di Big G.!. Prendetelo e fatene ciò che volete, purché vi ricordiate di inserire i credits: non servono grandi cose, basta un link al nostro sito!
(JPG – 1200×384 px – 78KB)
Google e gli strumenti per webmaster per una indicizzazione ottimale
martedì, 25 marzo 2008Ma cosa è un file robots e cosa è una sitemap?
I file txt robots si basano sul Robots Exclusion Standard (standard per l’esclusione dei robot), ovvero un sistema che permette ai webmaster e agli amministratori di sistema di avere un controllo maggiore su quante e quali pagine HTML far prelevare da quali spider per l’indicizzazione sui motori di ricerca.
Ecco alcuni suggerimenti per la creazione di un buon file robots.txt:
USER AGENT
Uno user-agent è un robot di un motore di ricerca. Si può impostare un’istruzione in modo che venga applicata a uno specifico bot (indicando il nome) oppure a tutti i bot (indicando un asterisco).
@
User-Agent: *
oppure
User-agent: Googlebot
@
DISALLOW
Disallow seguito dalla barra / è il comando necessario per indicare le pagine o le cartelle che desideri bloccare.
Disallow:
permette a tutti i robot un accesso completo
Disallow: /
impedisce la scansione dell’intero sito a tutti i robot
Disallow: /directory_privata/
per bloccare una cartella
Disallow: /file_privato.htm
per bloccare una Url
sitemap: http://www.brainessence.it/sitemap.xml
Le sitemap invece sono dei file formati da elenchi di Url che costituiscono la struttura della propria pagina web e attraverso i quali i robot di analizzano ed indicizzano il nostro sito.

Per quanto riguarda la creazione di un buon file sitemap.xml ecco un esempio di struttura:
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<urlset xmlns="http://www.google.com/schemas/sitemap/0.84">
<url>
<loc>http://www.brainessence.it/index.php</loc>
<lastmod>1970-01-01</lastmod>
<changefreq>daily</changefreq>
<priority>0.5</priority>
</url>
<url>
<loc>http://www.brainessence.it/archivio</loc>
<lastmod>1970-01-01</lastmod>
<changefreq>daily</changefreq>
<priority>0.5</priority>
</url>
</urlset>
Oltre alla ceazione manuale, Google suggerisce l’utilizzo di Sitemap Generator o di uno strumento di generazione di terzi. Google consiglia di utilizzare questo protocollo poiché è scalabile e consente di inviare a Google informazioni specifiche su tutti gli URL (ad esempio, la data dell’ultima modifica di ogni pagina e le pagine con alta priorità ).
Google accetta anche sitemaps create come semplice elenco di link inseriti all’interno di un file di testo (txt). E’ sufficiente che al temine di ogni link si vada a capo e non si lascino spazi o righe vuote.
Chiacchiera in diretta con i visitatori del tuo sito con Google Talk Chatback
sabato, 8 marzo 2008Prosegue infatti il blog di Google:
La chiamiamo “chatback” perché invece di lasciare a te l’intero compito di comunicare sul blog, offre ai tuoi visitatori la possibilità di parlarti istantaneamente. Certo, potrebbero lasciare i commenti, ma questi sono pubblici e poco versatili da utilizzare per una conversazione reale. Con chatback, invece, avrai una vera sessione di messaggistica istantanea. Per utilizzare chatback dovete possedere un account Google Talk… ma i vostri visitatori non hanno questo oblligo! Non devono neanche avere un indirizzo e-mail, o aver mai utilizzato l’instant messaging”.
Per inserire Google Talk Chatback sul tuo sito, non devi far altro che personalizzare e copiare le poche righe di codice che generano il widget (da qui) e incollarle nella tua pagina, nel punto in cui desideri mostrare la chat. Quando imposterai il tuo stato come “disponibile”, i visitatori potranno cliccare sul widget per iniziare a chattare direttamente con te, senza scaricare alcun software aggiuntivo: semplicemente, si aprirà una nuova finestra del browser contenente la sessione di conversazione. E, dal momento che le chat possono essere avviate solo quando il tuo stato è “disponibile” (semaforo verde), ti basterà impostare lo stato su “occupato” (busy) per disattivare temporaneamente la “backchat” sul tuo sito.
Bisogna evidenziare che le sessione di chat condotte tramite Google Talk “chatback” non vengono salvate nella cronologia di chat su Gmail (come accade invece per le altre implementazioni della funzionalità IM). È inoltre importante notare che si tratta della prima funzione resa disponibile da Google che permette l’integrazione di uno “stato di presenza” sulla rete IM in pagine web e blog. Resta da vedere se il colosso della ricerca offrirà in futuro anche altri formati di “badge” oltre quello attualmente disponibile (un fumetto di 200×60 pixel, caricato tramite un IFRAME).
Scopro inoltre su Tweakness.net che un’analoga funzionalità era stata lanciata da Microsoft a Novembre scorso per la sua rete Live Messenger: Live Messenger IM Control.
Come Google Talk Backchat, il controllo di Microsoft permette agli utenti di mostrare il proprio stato Messenger su pagine web, blog o profili di social networking, consentendo ai visitatori di inviare messaggi direttamente via Web, senza dover installare o avviare l’applicazione IM.





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