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Blogger Italiani: Web 2.0 in salsa Made in Italy

Generale, Internet - vitto - 21-02-2008

!http://www.brainessence.it/images/154.jpg (Blogger Italiani: Web 2.0 in salsa Made in Italy)!

E’ nato da poco, ma promette di essere il punto di riferimento della Web 2.0 Made in Italy. Io direi “del Web 2.0”, ma tant’è... ;) Da un’idea di Merlinox, ecco a voi Blogger Italiani, un motore di ricerca (futura web directory?) dei migliori blog di tecnologia, software, grafica, servizi online e tanta altra bella roba da geek... tutto rigorosamente in lingua italiana!

Il portale si propone di raccogliere tutto “il meglio che l’editoria sociale fornisce in questo momento” in materia di Web 2.0. Dalla pagina principale di Blogger Italiani vengono mostrati in tempo reale gli ultimi articoli pubblicati dagli iscritti al “club”, mentre dal motore di ricerca si può reperire qualunque contenuto passato e presente. Entrare a far parte della squadra di Blogger Italiani è semplice: basta mandare una mail all’indirizzo bi at bloggeritaliani punto com, segnalando il proprio blog che ovviamente deve essere “in tema di web 2.0 (programmi, programmazione, servizi online, SEO…) e con un discreto archivio di post già presenti”.

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Ma non finisce qui, perché Merlinox ha anche ideato un contest per diffondere il verbo di Blogger Italiani. Per partecipare non bisogna far altro che scrivere un post che ne parli (proprio come questo), contenente la frase “Il motore di ricerca dei migliori blog in italiano della web 2.0!” (e così l’ho inserita anch’io ;) , e lasciare un commento sul suo blog, nel post relativo al contest. In palio ricchi premi e cotillon: Brain Essence la sua marchett... ehm, il suo post l’ha scritto. Sotto a chi tocca!

Link: Blogger Italiani | Contest su Merlinox’s Blog

Commenti:

8 Commenti in risposta a “Blogger Italiani: Web 2.0 in salsa Made in Italy”


  1. Cavoli che bel articolo. Sono realmente emozionato.

    Per quanto riguarda il del e della è una mera provocazione. Peccato che molti ne hanno parlato in malo-modo e non sono venuti a dirmelo.

    In realtà non esiste, o almeno da quanto mi sono informato io, una regola per l’assegnazione del genere dell’articolo, dall’inglese (che non ha genere) all’italiano.

    Si è sempre letto il web, ma se si dovesse seguire la regola di dare l’articolo in base al corrispettivo italiano (rete) sarebbe la web.

    In ogni caso ho usato LA in quanto intendo la web2.0 un movimento tecno-filosofico e una moda. Quindi LA. :)

    Grazie!


  2. In linea teorica hai perfettamente ragione. La regola è (dovrebbe essere?) che, quando si “prendono in prestito” termini stranieri, questi seguano il genere della traduzione che più gli si avvicina. Ma c‘è o ci dovrebbe essere un’altra regola che dice che i termini stranieri sono tutti invariabili (i computer, i leader, …) e neutri, e in italiano il neutro è sostituito dal maschile… Quale delle due prevale, in questo caso? Mah, diciamo che alla fine a vincere è sempre l’uso più diffuso, a prescindere che sia giusto o sbagliato. Però capisco la tua scelta, efficace in termini di “provocazione”. Questo scambio di opinioni, che altrimenti non avrebbe avuto luogo, ne è la prova… ;)

    Pistolotto a parte, sono contento che il pezzo ti piaccia. Brain Essence fa le cose per bene… :D

    In bocca al lupo con il progetto Blogger Italiani: c‘è ancora della strada da fare, ma le premesse sono ottime…


  3. La discussione è avvenuta perchè tu sei una persona intelligente e notata la cosa hai posto un quesito. Qualcuno invece ha detto “varda che mona el merlinox… che gnorante…”. Mah…

    Ma poi… le jeans o i jeans?


  4. Ahah, io al massimo avrei detto “‘nvedi che zappa er sor Merlinox” :D

    I jeans, le jeans… dovremmo fare come i francesi, o meglio ancora gli spagnoli, che traducono tutto e il mouse lo chiamano el ratòn…il topo, suonerebbe strano in italiano, ma alla fine sarebbe solo questione di farci un po’ l’orecchio. E’ che da noi fa così fico dire “ho avuto un meeting in cui abbiamo fatto brainstorming e la location era veramente qualcosa di… non lo so, outstanding…”. Bleah.

    La verità è che noi italiani siamo malati di esterofilìa… siamo esterofilìaci ;)


  5. Su quello hai ragione. Ma certe parole in italiano sono veramente intraducibili.

    http://forum.wordreference.com/showthread.php?p=4520739


  6. Sto seguendo il thread che hai aperto su Wordreference. Intanto ho trovato questo che può essere uno spunto interessante su cui riflettere:

    Il dualismo di questo utilizzo deriva da un fatto semplicissimo: non esiste il genere nei sostantivi inglesi. Tutto si limita a un generico “the” anteposto al termine


  7. Effettivamente web anche il demauro lo da maschile:

    http://www.demauroparavia.it/128898

    Evidentemente bisogna cercare nel dizionario parola per parola, anche se il metodo di attribuzione del genere continua a essere dubbio.


  8. Già, purtroppo però per i neologismi anche il dizionario serve a poco…

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